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Storie di Portieri d’Albergo (Roberto Catani)

Luglio 16, 2009

Riceviamo e pubblichiamo con piacere lo scritto di “uno di noi” ed un grande amico della Romana e della Faipa, Roberto Catani.    

Mail0004LE CHIAVI D’ORO SONO NATE QUANDO ERO ANCORA BAMBINO E NON PENSAVO CERTAMENTE CHE “ UN GIORNO “ LE AVREI MESSE SULLE MIE GIACCHE DI SERVIZIO ED AI VARI MEETINGS A CUI HO PARTECIPATO. NEL MIO CRESCERE HO SEMPRE PENSATO CHE AVREI DOVUTO IMPARARE LE LINGUE STRANIERE, FRANCESE, INGLESE E TEDESCO, PERCHE’ VOLEVO STARE IN CONTATTO CON IL MONDO, SENZA PENSARE ASSOLUTAMENTE ALLE CHIAVI D’ORO. INFATTI ANDAI ALLA SCUOLA ALBERGHIERA DI MONTECATINI PERCHE’ LA RITENEVO UNA SCUOLA ADEGUATA PER FARMI IMPARARE LE LINGUE STRANIERE CHE SOGNAVO DI PARLARE. PERCHE’??? LEGGEVO SUI GIORNALI SEMPRE DELL’INGHILTERRA E DEGLI U.S.A. E QUESTO MI SPINGEVA A STUDIARE.  LAVORARE SULLE NAVI, IN QUEI PAESI LONTANO DAL MIO PICCOLO PAESE, MA CHE SOGNAVO DI ANDARE E PARLARE CON CERTE PERSONE. LA SCUOLA ALBERGHIERA INIZIA E PRENDO LE PRIME LEZIONI DA UN CERTO PROF GORI, PORTIERE D’ALBERGO, E DAL  SIG. MONTANI, GRANDE PERSONAGGIO, DIRETTORE DELL’AGENZIA VIAGGI PIU’ IMPORTANTE DI MONTECATINI TERME. PIANO, PIANO INIZIO A PRENDERE IDEA CHE COS’ERA E COSA FACEVA “ IL PORTIERE “ LA SCUOLA MI MANDA IN INGHILTERRA E GERMANIA PER LAVORARE ED IMPARARE LE RELATIVE LINGUE. LA MIA CARRIERA IN PORTINERIA INIZIA AL GRAND HOTEL DI FIRENZE CON I GRANDI GASTONE MANCINI E MARCELLO BINDI CHE MI MANDAVANO A FARE COMMISSIONI ANCHE AL GRAND HOTEL LA PACE DI MONTECATINI DOVE HO CONOSCIUTO IL GRANDE BORIERO E SEMPRE A MONTECATINI HO RIVISTO IL MIO PROFESSORE UGO GORI E LA GRANDE PERSONA DI GUIDO PARLANTI. QUESTE LE CHIAVI D’ORO CHE MI HANNO SPINTO A RAGGIUNGERE QUESTO MARCHIO DI QUALITA’. DOPO IL GRAND HOTEL,  PASSO ALL’HOTEL BAGLIONI, UN’ ALTRA “GRANDE CASA” DI FIRENZE DOVE HO LAVORATO CON LA QUALIFICA DI PORTIERE DI NOTTE. QUESTI SONO STATI 5 ANNI DI GRANDE FORMAZIONE. DOVERE PRENDERE TANTE DECISIONI IN BREVISSIMO TEMPO, PIU’ O MENO IMPORTANTI PER LA SICUREZZA ED ANCHE DI SUPPORTO AI CLIENTI IN SITUAZIONI MOLTO DIFFICILI. DOPO 5 LUNGHI ANNI “DI NOTTE”  ARRIVA IL “GIORNO” ANCHE PER ME CON FABIO CARLESI, CHE MI HA FATTO CONOSCERE ALBERTO BARTOLI, ENZO CECCONI, CARLO MORI ECC.ECC. INIZIO A PARTECIPARE ALLE RIUNIONI DELLE CHIAVI D’ORO DOVE INIZIO A CONOSCERE LA FORZA, LA PROFESSIONALITA’ DI CUI ERANO DOTATI QUEI PERSONAGGI DI CUI HO FATTO IL NOME. SEGUENDO LE VARIE STELLE, F. VINCI, P. BUSO E P. PALOMBA, INIZIO ANCH’IO A  PERCORRERE LE VIE STELLARI DELLE CHIAVI D’ORO MONDIALI IL RITORNO AL GRAND HOTEL DI FIRENZE MI METTE IN POLE POSITION PER PASSARE COME PRIMO PORTIERE DELL’EXCELSIOR, QUANDO IL MIO ISTRUTTORE F. CARLESI LASCIA . ESSERE PARTE DELLE CHIAVI D’ORO MI HA DATO LA POSSIBILTA’ DI CONOSCERE LE VARIE STELLE DEL MONDO PER AIUTARMI A DARE OTTIMI SERVIZI AI GRANDI PERSONAGGI CHE VENIVANO ALL’HOTEL EXCELSIOR. QUESTA MIA POSIZIONE MI HA DATO ANCHE L’INCARICO DI VICE PRESIDENTE DELLE CHIAVI D’ORO ITALIANE. ALLA FINE DEL MIO INCARICO PURTOPPO LE CHIAVI D’ORO SI SONO ROTTE E DIVISE.   CHE PECCATO!! MI PIACEREBBE RIUNIRE LE CHIAVI D’ORO PER FARLE ESSERE DI NUOVO INSIEME PER A M I C I Z I A.

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Roberto Catani
MasterConcierge Hotels 5 Stars
GoldenKey
Tourist Planner
Web: http://www.masterconcierge.it
mail: roberto.catani1@tin.it
cell: +39 338 7980032

Storie di Portieri d’Albergo (Piergiorgio Durante)

Febbraio 20, 2009

Carissimo Presidente,

come da conversazione telefonica, allego come richiesto, l’ ultima parte del mio percorso professionale già preparato a suo tempo .Mi auguro ti sia di aiuto per la tua “missione” di Ambasciatore delle Chiavi d’Oro Romane. Grazie per il tuo impegno per la professione più bella del mondo. Un fraterno abbraccio con i più cordiali saluti a te, la famiglia e gli associati della “Romana”. Piergiorgio Durante

 

All’età di 25 anni mi sono sposato, ma nel frattempo avevo avuto diversi colloqui con varie compagnie alberghiere nazionali ed internazionali dove accettai di entrare come 1° Portiere all’Hotel Cavalieri Hilton di Roma (la prima compagnia internazionale alberghiera entrata in Italia).

Iniziai il servizio il giorno dopo il matrimonio. (il viaggio di nozze si svolse da Montebelluna a Roma in cinquecento fra valige, regali ed altro).

Con la compagnia alberghiera americana Hilton ho avuto modo di conoscere persone importanti e molto influenti nei vari alberghi del mondo che la compagnia possiede, perciò ho avuto modo di viaggiare. Ho operato in diversi alberghi anche come preparatore professionale ai dipendenti del luogo dove insegnavo loro la filosofia e le tecniche di portineria all’italiana.  

Il Cavalieri Hilton di Roma con le sue attrezzature e le tecnologie più avanzate, la sua la posizione dominante su  Roma è stato il primo albergo in Italia che ha ospitato il Festival delle Rose, manifestazione canora di grande fama e che era il centro nazionale dei cantanti, dei cantautori degli anni sessanta. Subito dopo avveniva a San Remo il tradizionale Festival. Da questi avvenimenti ho avuto modo di conoscere e contemporaneamente offrire il servizio di portineria ai vari cantanti, musicisti, produttori, direttori d’orchestra provenienti da varie parti d’Italia e del mondo. Il Cavalieri Hilton inoltre è stato ed è anche tuttora la seconda casa del cinema dopo Cinecittà. Direi che ogni giorno venivano girati film importanti e con attori famosi e dalla stessa postazione di lavoro ho avuto modo di partecipare a parecchi film.

La mia immagine inoltre è stata scelta dalla compagnia alberghiera Hilton quale veicolo pubblicitario per due anni nelle importanti riviste americane: Time e Newsweek e dalle compagnie aeree Panam e Twa e dove veniva fatta conoscere la figura del portiere d’albergo all’italiana per le nuove aperture d’albergo sia negli Stati Uniti che del mondo. Dopo queste esperienze importanti  e grazie anche a questa pubblicità, sono cominciate ad arrivare proposte di lavoro sia dagli Stati Uniti che da altre parti del mondo. Non ho esitato molto a pensarci e nel 1980 come prima esperienza, ho iniziato a lavorare con regolare contratto a Washington, D.C. al famoso Watergate Hotel dove ho potuto conoscere e servire le più importanti personalità della politica americana, del mondo della cultura, dello spettacolo  etc. Poi sono passato ad un’altra importante compagnia alberghiera: la Mayfair International sempre con il compito di preparare il personale di portineria al servizio all’italiana. Poi ancora alla Hyatt di Westlake vicino Los Angeles in California sempre con le stesse mansioni. Ancora a Vail nel Colorado con la compagnia Orient Express. Qui sono stato chiamato più volte in varie sedi televisive a dibattiti sulla nuova figura del portiere d’albergo per gli USA e poi con interviste per i quotidiani e riviste professionali. Ho avuto la fortuna di lavorare sempre negli alberghi a cinque stelle lusso sia in Italia, che in Europa e nel Mondo.

Un’altra importante esperienza l’ho avuta nei Caraibi alla Romana, periferia di Santo Domingo, R. Domenicana, per la Compagnia Premier Hotel corporation: Casa de Campo. In ogni singolo albergo dove ho operato è stato creato per tutto il personale del reparto il “manuale del Concierge” (portiere d’albergo).

Mi è rimasta sempre però la grande nostalgia del paese e di poter un giorno poter trasmettere ai giovani degli Istituti professionali alberghieri i segreti e le filosofie apprese. Iniziai ad insegnare a Castelfranco Veneto, poi a Treviso e poi nei vari Istituti alberghieri, turistici del Veneto per i corsi professionalizzanti e di specializzazione alberghiera della terza area .Un grande vuoto mancava al mio curriculum e cioè i titoli di studio. (ai miei tempi  impossibili per mancanza dei mezzi economici della famiglia). Mi preparai in due mesi ed all’età di 51 anni ottenni come privatista  la qualifica di addetto alla portineria, segreteria ed amministrazione alberghiera, poi al secondo anno la maturità di tecnico delle attività alberghiere. Anche qui , come per tutta la carriera alberghiera, ho avuto il supporto più importante da mia moglie Bianca  prima e dalle figlie Paola e Luisa.

Da qualche tempo sono riuscito a focalizzare e mettere assieme in un album e poi in DVD la raccolta documentaria del percorso professionale con: foto, autografi, articoli dei giornali, riviste, cassette dei film girati nell’ambito di lavoro, etc,.dei personaggi importanti e dei V.I.P. (very important person) alloggiati nei vari alberghi sia: del cinema, dello spettacolo, della cultura, dello sport, della politica, etc, ed ho chiamato il tutto “Libro d’oro” a ricordo anche della associazione professionale dei portieri d’albergo “Le Chiavi d’Oro” a cui appartengo.

Comm. M.d.L. Piergiorgio Durante

Via dei Bersaglieri, 1

31044 Montebelluna, Treviso

Tel: 0423-609653

e-mail: durantepg@tin.it

 

Spettabile Associazione Romana

Gennaio 16, 2009

Vi ringrazio per le comunicazioni che mi inviate e che sono ben felice di ricevere. Devo ringraziarvi per l’opportunità che mi avete dato qualche anno fa di essere associato alle Chiavi d’Oro cui mi sento molto legato anche se non sono fisicamente vicino. Ogni notizia è comunque per me un motivo di crescita per capire ed aumentare la mia esperienza nel mondo del turismo che amo e che e continuerò ad amare per sempre  a qualsiasi livello. Sono cinque anni che svolgo questa professione (escludendo il periodo di formazione sempre nel settore prima con l’alberghiero e poi con l’università di economia del turismo) ma ogni giorno mi sveglio felice di fare ”il lavoro” che mi piace. Vi ringrazio comunque di tutto e attenderò con piacere le vostre notizie. Saluti.

Matteo Gismondi - Hotel Michelangelo Palace – Terni

Caro Presidente……………..

Dicembre 30, 2008

Grazie per gli auguri che ho ricevuto e mi scuso per non aver fatto altrettanto, ma ti assicuro che se gli auguri si facessero con il pensiero ti sarebbero arrivati più volte.

Lo so, questa è una tecnologia se così la vogliamo chiamare ancora allo studio, ma ti assicuro che l’aspetto con ansia. A volte questo presente mi appare troppo veloce per l’interpretazione che uso dare alla vita e a come la vorrei, ma allo stesso tempo è innegabile che il progresso in questo senso ci sta regalando nuove emozioni che un tempo non osavamo neanche immaginare.

Un tempo mi piaceva scrivere una lettera ed avevo decine di corrispondenze, oppure  ricordo di quando si andava ad una cabina a chiamare la morosa di turno, rigorosamente di fuori Roma per chi era stato abituato a studiare oppure a lavorare lontano da casa. Adesso è così diverso, se non fosse per le raccomandate i postini sarebbero dei disoccupati e le cabine telefoniche, non so ma, è un po’ che non ne vedo in giro.

Ti racconto tutto questo per dirti che sono un tradizionalista ma non un nostalgico;  mi piace l’idea che l’uomo avanzi e progredisca ma allo stesso tempo credo che se non ci si avvicina nel modo giusto si rischia di fare un passo avanti e due indietro e tralasciare quella che un tempo definivamo la nostra cultura, le nostre origini.

Ho iniziato a fare questo lavoro 20 anni fa quando il centralino era con gli spinotti, te lo ricordi? E’ storia certo, ma c’è tutto un mondo dietro a questa semplice affermazione, un mondo dove mi riconoscevo e soprattutto dove c’era rispetto per chi aveva affermato un immagine talmente forte che ancora siamo qui a difendere.

Oggi, possiamo svolgere il nostro lavoro con più efficienza rivolto ad una clientela sempre più esigente e sempre più organizzata; ti arriva in albergo già carica di notizie e commenti  sull’hotel, su ristoranti, musei, eventi e quant’altro, così organizzati da rendere una vacanza noiosa già prima dell’ arrivo se non fosse per i nostri preziosi ed ineguagliabili siti. A questo punto durante i sempre più sintetici soggiorni, dobbiamo vincere la loro diffidenza, saperli avvicinare e lasciare che si lascino guidare ed appassionare a quella che si potrebbe rivelare un esperienza unica ed indimenticabile.

La crisi che stiamo attraversando nella nostra Associazione è probabilmente dovuta al fatto che il nostro lavoro sta cambiando e con esso anche chi lo pratica. Si dà l’opportunità di svolgere questo lavoro a chi non lo vive con passione e lo spirito di sacrificio che questa carriera richiede ed il risultato è che chi dovrebbe sostenere l’esempio in realtà non lo sostiene. Aggiungici che le istituzioni non hanno mai sostenuto la nostra immagine anzi, siamo stati oggetto di scherno proprio recentemente grazie a Striscia la Notizia.

Questa ricetta, ci ha reso molto vulnerabili ma ammiro molto quello che stai facendo e l’operato di chi è intorno a te. Purtroppo quello che personalmente riesco a fare è continuare a pagare regolarmente la quota come ho sempre fatto ed ad esprimere una incondizionata solidarietà e di più non riesco a fare per una serie di impedimenti e priorità che non sto qui a raccontarti.

Auguro a te e a tutti gli associati buon lavoro e che questo 2009 insieme alla recessione ci porti un pò di coraggio e tanta fiducia e scusami per essere stato così prolisso.


Ortuso Alessandro
(Hotel San Anselmo)

Luci ed ombre (più ombre che luci)

Novembre 22, 2008

E’ finita l’estate! Fra poco gli esperti ci forniranno numeri e statistiche sull’andamento generale di questa voce così importante ed allo stesso tempo bistrattata della nostra economia: IL TURISMO. Naturalmente tutto finirà con la solita storia del bicchiere mezzo pieno o mezzo vuoto, ma i problemi restano e la nostra professione non ne è esente.

Mi riallaccio all’articolo di Giustiniano Genovesi sui timori e su quanto sta già accadendo silenziosamente all’interno dei nostri alberghi; questa globalizzazione del mercato del lavoro ha investito anche il nostro settore e dopo i segnali percepiti negli altri reparti dell’hotel, Piani e Ristorazione in primis, le aziende alberghiere stanno facendo uso delle nuove norme che regolano il mercato del lavoro anche al Ricevimento. Il che ha qualcosa di paradossale, fortemente contraddittorio ed infine preoccupante nonostante resta inteso che queste idee e soluzioni sono giuste e valide se applicate razionalmente in determinati campi del nostro sistema produttivo, ma l’uso indiscriminato di esse è deleterio e negativo a livello generale ed in particolar modo nella nostra attività così “particolare”.

Non so se qualcosa mi sfugge, ma mi sembra che c’è qualcosa non quadra: se osserviamo il mercato del lavoro del nostro comparto, vedi internet, quotidiani, riviste specializzate o semplicemente quello che vediamo, sentiamo e leggiamo, notiamo da un lato una ricerca da parte delle aziende alberghiere di personale con caratteristiche ben specifiche e qualificate contrapposte ad una offerta di contratti a tempo determinato, a progetto o altre soluzioni del genere. Oggi si cerca personale multilingue (almeno due con ottima conoscenza scritta e parlata), meglio se madrelingua, con buona conoscenza dei sistemi operativi ed informatici, della gestione on line e della posta elettronica. Questo candidato deve poi essere in possesso di forte motivazione, capacità di analisi,di spirito di iniziativa, dinamismo e FLESSIBILITA’, oltre alla famosa e pluri inflazionata “BELLA PRESENZA”, sono queste le parole più usate, infine non deve superare i 30 anni.

Già, perché superata questa soglia o se si è addirittura sui 40 sono dolori (provare per credere!) e pur essendo dotato delle caratteristiche sopra citate, stranamente non fai parte dei progetti dell’azienda. E l’esperienza? La professionalità? Tutto quello che si ottiene sul campo? Sono cose che nella valutazione di un giudizio professionale diventano inutili e irrilevanti. Sei stato scelto solo perché hai accettato un contratto a termine!

Insomma il portiere o l’addetto al front office di oggi e del futuro deve avere un concentrato di caratteristiche e di esperienze che si apprendono in anni ed anni di lavoro e allo stesso tempo deve essere giovane e deve mettere in preventivo di cambiare albergo ogni sei mesi!

Ci stiamo ubriacando di parole come “propensione al problem solving”, “alla customer satisfaction”, “doti di leadership” e “background internazionale “ per non parlare di “Training” “Budget”, “Supervisor” e “Manager”: fra poco inventeranno il luggage manager, il parking manager, il telephone manager ed il welcome manager!

Dobbiamo avere doti relazionali, un forte orientamento al cliente, la capacità di lavorare in team e quella di adeguarci agli standard aziendali, infine la nostra esperienza deve essere comprovata e qualificata: sono queste solo alcune delle note che troviamo nelle offerte di impiego, quando poi in realtà i colloqui di lavoro sono qualcosa di grottesco davanti a questi “manager “ della selezione che dopo averti fatto fare i disegnini e scrivere i pensierini vogliono sapere se vai in palestra o a scuola di ballo e se ami gli animali! Infine le domande di rito sulle quali hanno fatto la tesi di laurea o addirittura il Master! “Mi dia un motivo perché io dovrei scegliere Lei rispetto a tanti altri?”oppure  “Che cosa si sente di dare Lei, in questa azienda?”. Sono pochissimi coloro che si mettono a fare una chiacchierata nella lingua che tu dici di sapere o che ti chiedono se per te è giusto che il cliente aspetti alle ore 14 per fare il check –in nonostante ci siano camere libere già dal mattino. Stranamente quando si arriva ad affrontare il discorso dell’assunzione ti accorgi con imbarazzo spesso reciproco, che tutto quanto detto prima non è più rilevante di fronte all’unico vero obiettivo  fino ad allora nascosto.

Signori, la realtà è molto semplice ma anche poco incoraggiante e desolante, ed è ormai un serio campanello d’allarme per il futuro del nostro lavoro inteso come “vera professione”. Personalmente ho fatto un colloquio in una rinomata struttura dove il manager che avrebbe dovuto valutarmi era anche lui a tempo determinato! Sempre nella città dove vivo e lavoro, Roma, si sente sempre più frequentemente di colleghi che fanno i turni in diversi alberghi della stessa società: ogni giorno in una struttura diversa! Inoltre ci sono alberghi (grandi e famosi) dove i responsabili del personale sono anche titolari di società di servizi, con la sorpresa che si va a fare il colloquio in albergo e poi ti viene proposto di iscriverti alla loro società di servizi per poter lavorare in quella struttura. Per non parlare dell’uso improprio che tanti fanno degli studenti e stagisti, gente che effettivamente copre i turni e lavora. Nell’ambito dell’Associazione Romana sono ormai note le storie del collega che, in occasione dell’apertura di un pomposo hotel romano costato milioni e milioni di euro, ha superato la prima, la seconda, la terza selezione e poi si è visto offrire assieme ad altri capi servizio un contratto a tre mesi, o di colui che è andato a fare un colloquio in un hotel rinomato ed ha trovato dietro al desk ad accoglierlo la stagista cui lui aveva poco prima insegnato i rudimenti del mestiere nell’altro albergo!

Francamente c’è da preoccuparsi anche perché, a dir che se ne voglia,  il Portiere, l’addetto al Front Office o meglio NOI, agli occhi del cliente siamo lo specchio dell’azienda che rappresentiamo in quel momento, e per esprimerci al meglio abbiamo bisogno dell’esperienza e della professionalità, quel valore aggiunto che NON SI COMPRA ma è frutto di un insieme di conoscenze le più varie che si acquisiscono e maturano secondo un ciclo naturale e la profonda conoscenza dell’azienda in cui lavoriamo così come dell’città in cui operiamo sono solo parte di queste competenze. Se poi le aziende vogliono dare una loro impronta personalizzata al loro staff o se vogliono adeguarlo ai loro “standard aziendali” possono ricorrere all’uso della formazione interna, strumento usato poco e niente dai nostri alberghi ma utile al personale  per motivarlo,  incentivarlo ed elevarlo qualitativamente, interagendo con esso: per dirla brevemente, se un albergo per motivi di lavoro vuole che nel suo hotel si parli il cinese, non deve assumere personale cinese ma deve insegnare la lingua al personale già esistente!

La crisi economica, l’11 Settembre, etc, potremmo stare qui a lungo a parlare di cause ed effetti, ma nessun alibi giustifica questa formula magica a senso unico: non si spiega così come mai tanti abbiano intuito le potenzialità di quel grande business che è il turismo e continuino a investirci i propri soldi in questo caso speculandoci. E’ agli occhi di tutti il costante ed inarrestabile incremento di nuove strutture alberghiere dal 2000 in poi a Roma e non solo! 

Di questo passo rischiamo una situazione di stallo, di immobilismo sfavorevole a tutti dove avremo delle aziende con un giro vorticoso di personale anche qualificato(negativo!) e delle aziende dove, anche volendo, nessuno si azzarda ad affrontare nuovi percorsi professionali con il rischio di perdere il vecchio ed il nuovo lavoro. (negativo!).

Concludo con una stupidità che non vuole essere retorica: il sorriso non è altro che l’espressione del nostro stato d’animo, del nostro livello di soddisfazione, della nostra felicità. Con quale sorriso può un concierge che ha un contratto a tempo accogliere il suo cliente?

                                                                                                                        C.C.

 

IL “progetto scuola”: un obiettivo primario di grande prestigio

Novembre 22, 2008

Ne avevo avuto un piccolo assaggio a giugno dello scorso anno quando tramite la mia associazione regionale, mi recai in un istituto alberghiero della provincia di Roma in quanto esperto esterno alla commissione degli esami di qualifica (come da norma di legge); quest’anno invece ho avuto modo di verificare sul campo i miei dubbi da un lato e le mie certezze dall’altro all’epoca solo percepite, in un istituto alberghiero romano, dove ho avuto il piacere di impartire nozioni di Ricevimento ad una quarta classe nell’ambito del progetto denominato “ Terza Area”.

          Da ex allievo di scuola alberghiera (diplomato nel 1981), non nego che ritornare nel mondo della scuola abbia destato in me un insieme di ricordi e sentimenti oltre ad una forte curiosità volta a saggiare cosa era cambiato nella scuola a 25 anni di distanza, e con questo fine ho dialogato molto e sentito i pareri e le opinioni di studenti e insegnanti. Oltre alle solite piccole grandi problematiche del mondo della scuola già esistenti all’ epoca, ho notato purtroppo che si è accentuato il divario fra scuola e lavoro e non saranno certamente gli stage, sul cui scopo e risultati nutro dei forti dubbi ( a meno che gli allievi non vadano in strutture alberghiere altamente qualificate e votate a questo tipo di rapporto e con un tutor che li segua attivamente dall’inizio alla fine, contrariamente a ciò che accade adesso in buona parte degli hotels dove gli allievi vengono impegnati a coprire i turni) a colmare questo deficit.

          Altro segnale accertato della distanza fra questi due mondi è appunto paradossalmente il “lavoro”; nell’esperienza fatta ho notato che ad un anno dal diploma i ragazzi non avevano ancora avuto alcuna esperienza professionale “vera”, quando il sottoscritto così come tanti altri della stessa generazione a quell’età ed in quella fase scolastica avevano già vissuto le loro “avventure alberghiere”! Infatti allora gli studenti degli IPAS già dai primi anni di scuola l’estate andavano a lavorare negli hotels, anzi erano gli alberghi soprattutto stagionali, che facevano le richieste nelle scuole ed i più “fortunati” andavano addirittura all’estero, e questa formula anche se per certi aspetti crudele vista la giovane età o legata a ragioni di origine sociale ed economiche ( a differenza delle generazioni odierne), era nonostante tutto altamente formativa sia dal punto di vista umano che professionale e soprattutto era il trait d’union che legava la scuola al lavoro e viceversa.

          Gli insegnanti delle materie tecnico pratiche erano nel caso della portineria e segreteria, direttori d’albergo, portieri o in tutti i casi dipendenti, ex dipendenti o legati in qualche mondo al nostro lavoro, così come accadeva anche nelle sezioni di cucina e sala-bar; erano dei grandi vecchi maestri che trasmettevano la passione e l’amore per questa professione. Oggigiorno, ci dicono i dirigenti scolastici, che le richieste di lavoro dagli hotels alle scuole sono ridotte al minimo e che le ore tecnico pratiche, già poche, rischiano un ulteriore ridimensionamento già dal prossimo anno scolastico. Tutto questo, associato ad un sistema scolastico troppo spesso cronicamente legato a burocrazia e riforme continue non è certamente positivo sia per gli allievi che per il sistema turismo stesso.

          Ebbene senza togliere nulla agli insegnanti “di ruolo” e a chi li dirige, ed alla luce di quanto visto, penso che in quanto a materie tecnico pratiche possiamo proporci e dire tranquillamente la nostra senza alcun timore reverenziale. Vivendo quotidianamente il mondo “reale” dell’albergo siamo sicuramente più preparati ed aggiornati dei programmi scolastici ed il nostro bagaglio di esperienze, conoscenze e metodi attuali potrebbe sicuramente integrarsi con tutto ciò è in uso oggi nelle scuole e certamente essere di grande utilità sia agli allievi che agli insegnanti stessi. L’opportunità di dire la nostra nelle scuole è prevista dalla legge ed è già operativa con la “Terza Area”, un progetto che va seguito e non abbandonato perché siamo all’altezza di poterlo espletare tranquillamente oltre ad avere un ritorno di immagine notevole. E’ qualcosa di importante che non deve farci trovare impreparati; anche le altre associazioni di categoria, si sono rese conto di questa opportunità e si propongono con le loro “consulenze” sia nell’ambito scolastico tradizionale che nell’area del privato, dei corsi, master etc.

          Invito le altre associazioni regionali, una volta che abbiano individuato fra i loro associati colleghi motivati, preparati e con una certa attitudine all’insegnamento, ad “entrare” nelle scuole sia nelle commissioni d’esame che soprattutto nell’ambito dell’insegnamento della “Terza Area”; oltre che una piacevole esperienza abbiamo l’opportunità di far conoscere ai giovani la nostra professione ed allo stesso tempo la nostra Associazione.                              C.C.